GTA: Itinerario nelle valli di Lanzo

Traversata da Nord a Sud

(consigliabile soprattutto nei mesi più caldi perché permette di affrontare la salita sul versante in ombra)

PIALPETTA – BALME
colle del Trione, 2486 m
salita: 1460 m
discesa 1100 m

Lungo il percorso si attraversano ambienti assai diversi, dalle foreste di faggi e larici fino ai pascoli d’alta quota. Di particolare interesse gli scorci panoramici sulle vette ghiacciate della Ciamarella, delle Levanne e del Gran Paradiso, ma anche sul massiccio, più lontano, del Monte Rosa. Tutta la zona fu in passato frequentata per lo sfruttamento minerario, di cui rimangono alcune testimonianze ancora visibili. Un’attenzione particolare meritano i monoliti che si incontrano lungo il tragitto, come il Bec Ceresìn, la Pera Cagni e la Peròva, sia per il loro aspetto sia per le curiose leggende che hanno suscitato nella fantasia dei montanari e che tuttora si tramandano.

Da Pialpetta (1069 m) si attraversa il torrente quindi si prosegue, scavalcando diversi valloni, attraverso un ripido bosco di larici, fino a raggiungere la conca sottostante l’alpe Trione (1649 m), dove termina il bosco. Il piano è dominato a sinistra da un grande masso detto Pera Cagni, sulla quale si raccontano molte leggende e a destra da un curioso monolito, alto circa quaranta metri, strapiombante da ogni parte, noto come il Bec Ceresìn. A questo punto la mulattiera diventa un esile e faticoso sentiero che risale il ripido pendio con numerose giravolte, toccando il Gias di Mezzo (1961 m) e quindi il Gias dei Laghi (2164 m) che sorge in mezzo ai tre piccoli specchi d’acqua, detti appunto i Laghi del Trione. Dopo una breve discesa il sentiero riprende a salire con molti tornanti, lungo un ripido valloncello che culmina con il Colle del Trione (2486 m), aperto tra la Cima Leitòsa ad ovest e la Punta del Rous ad est.

La discesa sul versante sud inizia con un tratto assai ripido, fino alla conca del Lago Vasuera (2237 m), di solito quasi asciutto alla fine dell’estate. Continuando per ripidi pendii erbosi ed attraversando alcuni valloni, si toccano successivamente le Alpi Vasuera di sopra e Vasuera di sotto, fino a raggiungere il Pian Prà (1767 m), ampia distesa di pascoli leggermente inclinati , al termine del quale incomincia il bosco di larici. Inizia a questo punto una pista di recente costruzione che passa sopra il vecchio sentiero. Si giunge così all’alpe Peròva (1695 m), indicata erroneamente come “Paròna” sulla carta IGC, che deve il suo nome ad un altro curioso monolite, detto appunto Peròva, cioè pietra a forma di uovo. Di qui la pista prosegue in un fitto bosco di larici, fino al Pian Bosc (1664 m). A valle delle baite, dopo un ampio tornante, si abbandona la pista (che scende a Mondrone, quattro chilometri a valle di Balme) per imboccare un sentiero che si dirama sulla destra (1600 m circa) e che si segue fino ad un’altra pista, che si raggiunge poco a valle della borgata Molera (1478 m). La pista scende fino a raggiungere la strada provinciale, che si risale per circa un chilometro e mezzo, passando per la frazione Chialambertetto e trascurando le diramazioni che recano, sulla sinistra, al moderno Villaggio Albaròn e alla antica borgata di Cornetti. Si giunge così sulla piazza del capoluogo di Balme (1432 m). Il posto tappa GTA si trova presso l’Antico Albergo Camussòt, nella parte più alta del paese.

BALME – USSEGLIO
colle Paschièt 2435 m
colle di Costa Fiorita 2465 m
salita: 1250 m
discesa 1450 m

Percorso di grande interesse paesaggistico, in un ambiente selvaggio, dominato dalle ripidissime pareti della Torre d’Ovarda. Il versante verso Balme, prevalentemente roccioso, è ricchissimo di acque, con cascate, gole e laghi morenici, tra i quali i segnalano i Laghi Verdi, mentre il lato verso la Valle di Viù si snoda tra ripidi pascoli e canaloni . La zona è riserva integrale di caccia ed è pertanto frequente l’incontro con camosci, marmotte ed altri animali selvatici. In molti luoghi si possono osservare cristalli, tra cui il famoso granato piròpo delle, di cui sono conservati esemplari in tutti i maggiori musei di storia naturale del mondo. In prossimità del Col Paschièt si trovano numerose incisioni dei pastori, tra cui alcune che risalgono probabilmente ad epoche molto antiche. In caso di maltempo, un rifugio può essere trovato nel bivacco Gandolfo, che sorge poco a monte del Lago Verde superiore.

Dal posto tappa di Balme (1480 m) scendere nel vecchio borgo ed attraversare la strada provinciale, seguendo le indicazioni per la cascata La Gorgia, in cui precipitano le acque del torrente Stura. Attraversato il ponte che domina la gola, risalire per pochi metri, fino a raggiungere una pista sterrata che risale il versante destro della valle e conduce, al Pian della Mussa. Piegare invece a sinistra e raggiungere in breve la borgata Cornetti, che si attraversa in ripida discesa, fino al piazzale che sorge all’imbocco del vallone del Rio Paschièt. Risalire la strada, che termina dopo circa un chilometro pochi metri a valle del villaggio dei Fré. Si attraversa il torrente su un ponte di recente costruzione e si risale un buon sentiero in un rado bosco di larici, fino all’alpe di Pian Salé (1580 m). Il percorso si fa più ripido e il bosco più fitto, con molti tornanti che dominano le suggestive gole del torrente, toccando successivamente le baite Garavela (1744 m), trascurando la deviazione sulla destra per il Lago Paschièt, fino a giungere, dopo un tratto più ripido, al Pian Buèt (2006 m). Proseguire per alcune centinaia di metri in direzione del Colle del Vallonetto, per poi deviare verso destra, seguendo il sentiero che si inoltra tra i rododendri e gli ontani. Superata la fascia della vegetazione, si giunge in breve al Lago Verde inferiore ( 2160 m) e quindi a quello superiore. Si tocca il bivacco Gandolfo (2220 m) posto in una conca morenica alla base della parete nord della Torre d’Ovarda e quindi, con leggera salita, il Colle Paschièt (2435 m).

N.B. Dal colle un ampio vallone permette di scendere all’alpe d’Ovarda (1890 m) e di qui a Lemie lungo una lunga strada sterrata. Questo itinerario è più facile e consigliabile in caso di nebbia o di cattivo tempo, ma è molto più lungo, anche perché da Lemie occorre poi risalire la strada provinciale per cinque chilometri, fino ad Usseglio.

Il percorso GTA che conduce più direttamente ad Usseglio scende invece per ripidi tornanti fino al piano sottostante, (m 2263) per poi risalire fino al Colle di Costa Fiorita (2465 m), non segnato sulla carta IGC. Dal colle, l’itinerario scende lungo il selvaggio e ripidissimo vallone di Venaus dove è stato recentemente tracciato e segnalato un nuovo sentiero. Trascurare quindi la vecchia traccia sulla destra e seguire le indicazioni sulla sinistra, scendendo rapidamente, dapprima per ripidi pascoli e successivamente per un fitto bosco di pino cembro, attraversando diversi valloni. Nell’ultimo tratto si costeggiano alcune opere di contenimento delle alluvioni, fino a sboccare sulla strada provinciale, che si risale per qualche centinaia di metri fino al capoluogo di Usseglio (1265 m), dove il posto tappa GTA si trova presso l’albergo Grand’Usseglio.

La discesa sul versante sud inizia con un tratto assai ripido, fino alla conca del Lago Vasuera (2237 m), di solito quasi asciutto alla fine dell’estate. Continuando per ripidi pendii erbosi ed attraversando alcuni valloni, si toccano successivamente le Alpi Vasuera di sopra e Vasuera di sotto, fino a raggiungere il Pian Prà (1767 m), ampia distesa di pascoli leggermente inclinati , al termine del quale incomincia il bosco di larici. Inizia a questo punto una pista di recente costruzione che passa sopra il vecchio sentiero. Si giunge così all’alpe Peròva (1695 m), indicata erroneamente come “Paròna” sulla carta IGC, che deve il suo nome ad un altro curioso monolite, detto appunto Peròva, cioè pietra a forma di uovo. Di qui la pista prosegue in un fitto bosco di larici, fino al Pian Bosc (1664 m). A valle delle baite, dopo un ampio tornante, si abbandona la pista (che scende a Mondrone, quattro chilometri a valle di Balme) per imboccare un sentiero che si dirama sulla destra (1600 m circa) e che si segue fino ad un’altra pista, che si raggiunge poco a valle della borgata Molera (1478 m). La pista scende fino a raggiungere la strada provinciale, che si risale per circa un chilometro e mezzo, passando per la frazione Chialambertetto e trascurando le diramazioni che recano, sulla sinistra, al moderno Villaggio Albaròn e alla antica borgata di Cornetti. Si giunge così sulla piazza del capoluogo di Balme (1432 m). Il posto tappa GTA si trova presso l’Antico Albergo Camussòt, nella parte più alta del paese.